Glamping in Italia: cos’è, differenze dal campeggio e come sceglierlo
- 29/12/2025
- Guide agli Agricampeggi
Il glamping è il modo più semplice per unire la libertà del campeggio al comfort di una vera vacanza, soggiornando in tende... Leggete di più
Un agricampeggio è ospitalità all’aria aperta offerta da un’azienda agricola nell’ambito dell’agriturismo. Per aprirlo servono tre cose: essere imprenditore agricolo, rispettare la legge della propria Regione e presentare al SUAP del Comune la pratica prevista, spesso una SCIA. Un terreno agricolo non basta, e piazzole, servizi e procedure cambiano da Regione a Regione.
Prima di affrontare lavori e pratiche, però, conviene capire se i camperisti arriveranno davvero. Con un circuito di soste gratuite come Agricamper, la vostra azienda agricola può ricevere i primi camperisti in sosta per 24 ore e capire se la zona li attira, senza costruire nulla. La registrazione per le aziende agricole è gratuita.
Prima di chiedersi quante piazzole realizzare, conviene chiarire l’obiettivo. Se volete creare una vera attività di ospitalità rurale, con piazzole, servizi e soggiorni di più notti, la strada è l’agricampeggio e il resto di questa guida vi spiega come procedere. Se invece non avete mai ricevuto camperisti e volete capire se questo pubblico fa per la vostra azienda, partire subito con lavori e investimenti può essere prematuro.
Agricamper è un circuito che riunisce centinaia di aziende agricole italiane. Le aziende aderenti mettono a disposizione uno spazio per la sosta gratuita di 24 ore di veicoli autonomi, dotati di WC a bordo, con un massimo di cinque veicoli alla volta. L’azienda non fornisce servizi né piazzole e non riceve alcun corrispettivo dal viaggiatore: il mezzo sosta come semplice veicolo, senza attrezzature all’esterno.
Per chi sta valutando un agricampeggio, è un modo concreto di raccogliere informazioni prima di investire. Scoprirete chi arriva (coppie, famiglie, campervan o camper di grandi dimensioni), in quali mesi, che cosa cerca (degustazioni, prodotti, tranquillità) e se ingresso, manovra e fondo del terreno sono adatti ai mezzi. Soprattutto capirete se nella vostra zona esiste una domanda costante oppure solo occasionale. Nel frattempo, la sosta porta clienti in azienda: nessun acquisto è obbligatorio, ma la grande maggioranza dei camperisti visita l’azienda e compra i vostri prodotti. Un vantaggio per entrambi.
Agricamper non è un agricampeggio né un’attività ricettiva: la sosta non prevede piazzole attrezzate, servizi o soggiorni prolungati. Se in futuro vorrete proporre soggiorni di più notti o piazzole con servizi, il percorso da seguire sarà quello dell’agricampeggio descritto in questa guida.
Registrate gratuitamente la vostra azienda su Agricamper. Conoscete i primi camperisti, capite se la vostra zona attira il turismo itinerante e decidete poi, dati alla mano, se investire in un agricampeggio.
La legge 20 febbraio 2006, n. 96 include tra le attività agrituristiche l’ospitalità «in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori», svolta da un imprenditore agricolo in connessione con la coltivazione del fondo, la silvicoltura o l’allevamento. È questo legame con l’azienda agricola a distinguere l’agricampeggio dal campeggio tradizionale, regolato dalle leggi regionali sul turismo, e dall’area sosta camper, le cui categorie variano da Regione a Regione.
Può quindi aprirlo solo l’imprenditore agricolo ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile, cioè chi esercita coltivazione, selvicoltura, allevamento e attività connesse. L’attività agricola deve inoltre restare prevalente su quella di ospitalità, e ogni Regione decide come misurarlo. In Emilia-Romagna, per esempio, le giornate di lavoro dedicate all’agricoltura devono superare quelle stimate per l’agriturismo.
Non esiste un regolamento unico per gli agricampeggi italiani: ogni Regione fissa i propri limiti di piazzole, ospiti, superfici e servizi. Un progetto conforme in Toscana può non esserlo in Veneto o in Emilia-Romagna. La tabella confronta cinque Regioni a titolo di esempio.
| Regione | Norma di riferimento | Cosa prevede per l’ospitalità in spazi aperti |
|---|---|---|
| Emilia-Romagna | L.R. 4/2009 | Fino a 8 piazzole; il limite sale a 15 in parchi nazionali, aree protette, siti Natura 2000 e territori montani indicati dalla legge. Piazzole attrezzate e senza strutture fisse. |
| Lombardia | L.R. 31/2008 | Ospitalità in alloggi e spazi aperti fino a 100 ospiti al giorno in totale, nel rispetto della connessione. Piazzole con allacciamento elettrico e servizi igienici, preferibilmente in edifici esistenti. |
| Piemonte | L.R. 1/2019 e Reg. 5/2023 | Superficie minima della piazzola portata a 60 m². |
| Toscana | L.R. 30/2003 e regolamento attuativo | Per l’agricampeggio limiti fino a 35 piazzole e 90 ospiti, secondo le condizioni dell’azienda. |
| Veneto | Disciplina regionale dell’agriturismo | Massimo 30 piazzole e 45 persone per impresa, con dotazioni minime specifiche per l’agricampeggio. |
A queste regole si aggiungono le norme urbanistiche, edilizie, paesaggistiche, ambientali e igienico-sanitarie, oltre ai regolamenti del Comune. Per questo il primo interlocutore pratico è il SUAP, lo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune in cui si trova l’azienda.
Prima di disegnare l’area, fate verificare a un tecnico superficie e distanze delle piazzole, accessi e viabilità interna. Poi gli impianti: acqua, eventuale elettricità, bagni e docce, scarichi, rifiuti, illuminazione e sicurezza. Controllate anche se la vostra Regione distingue tra tende, caravan e camper.
L’iter preciso dipende da Regione, Comune e progetto, ma la sequenza di base è questa.
Non esiste un costo medio nazionale affidabile. Un’azienda che ha già accessi adeguati, bagni e impianti parte da una situazione molto diversa da chi deve realizzare tutto da zero.
Le voci più pesanti sono spesso quelle che non si vedono: terreno e drenaggio, rete idrica, scarichi, impianto elettrico e adeguamento degli accessi. Si aggiungono progettazione, pratiche (i diritti SUAP variano da Comune a Comune), bagni e piazzole, poi i costi di gestione: assicurazione, prenotazioni, promozione e manutenzione.
Chiedete preventivi su un progetto già verificato con il Comune, non su un budget generico trovato online.
Il più costoso è costruire prima di aver verificato normativa e domanda: piazzole non conformi vanno rifatte, e piazzole che nessuno prenota non si ripagano. Il massimo consentito dalla legge non è il numero giusto per la vostra azienda.
Il più sottovalutato riguarda gli accessi. Un ingresso comodo per un’auto può essere impraticabile per un camper di sette metri: cancelli stretti, curve, rami bassi, pendenze e fondo cedevole diventano problemi reali fin dal primo arrivo.
Un agricampeggio in regola è solo metà del lavoro: l’altra metà è farlo conoscere a chi viaggia in tenda, campervan, camper o caravan. I campeggiatori che cercano un’esperienza rurale non usano gli stessi canali dei clienti dei grandi campeggi, e una piccola struttura agricola rischia di restare invisibile.
Natura Camping nasce proprio per questo. È il portale che riunisce in un’unica piattaforma i campeggi rurali italiani, dagli agricampeggi al glamping fino alle aree di sosta agricole, dal Nord al Sud. Inserire la vostra struttura significa presentarla a viaggiatori che cercano esattamente quello che offrite: natura, prodotti dell’azienda e un’accoglienza diversa da quella di un villaggio turistico.
Per un’azienda agricola che valuta un agricampeggio, il percorso può quindi avere tre tappe: prima si conoscono i camperisti con le soste gratuite Agricamper, poi si apre l’agricampeggio se i numeri lo giustificano, infine lo si fa conoscere su Natura Camping. Le due formule possono anche convivere: un’azienda può restare nel circuito Agricamper, con le sue soste gratuite di 24 ore, mentre offre soggiorni più lunghi nelle piazzole dell’agricampeggio.
Avete già un agricampeggio o un’area di sosta agricola? Inserite la vostra struttura su Natura Camping e fatevi trovare dai viaggiatori che cercano campeggi rurali in Italia.
Sì. La legge 96/2006 riserva l’attività agrituristica, agricampeggio compreso, agli imprenditori agricoli ai sensi dell’art. 2135 del Codice civile; possedere un terreno agricolo non basta.
Dipende dalla Regione: da 8 piazzole in Emilia-Romagna (15 in aree protette e montane) fino a 30 in Veneto e 35 in Toscana.
Dipende dalla Regione e dal tipo di ospitalità. In Lombardia, per esempio, le piazzole attrezzate richiedono servizi igienici e allacciamento elettrico.
Di solito verifiche urbanistiche, eventuali titoli edilizi o paesaggistici e la pratica di avvio dell’attività, spesso una SCIA presentata al SUAP del Comune.
Non esiste una cifra valida per tutti: il costo dipende soprattutto dalle opere da realizzare, cioè accessi, acqua, elettricità, scarichi e bagni.
L’agricampeggio è una struttura ricettiva con piazzole, servizi e soggiorni regolati dalla legge regionale. Agricamper è un circuito di soste gratuite di 24 ore per veicoli autonomi, senza servizi né corrispettivo, e quindi non è un’attività ricettiva. Per chi pensa a un agricampeggio è anche un modo per conoscere il pubblico del turismo itinerante prima di investire.
Inserendolo su un portale dedicato ai campeggi rurali come Natura Camping, che riunisce agricampeggi, glamping e aree di sosta agricole in tutta Italia.
Verificare prima e investire dopo: è questa la regola che evita le spese inutili.
Se non siete ancora sicuri che i camperisti faranno per voi, iniziate a conoscerli con qualche sosta. Se invece avete già una struttura, il passo successivo è farla trovare da chi la sta cercando.
Due modi per iniziare oggi.
Registrate gratuitamente la vostra azienda su Agricamper per conoscere i camperisti: Diventate host Agricamper.
Oppure inserite il vostro agricampeggio su Natura Camping: Inserite la vostra struttura.
Questa guida ha finalità informative e non sostituisce una consulenza legale, amministrativa, fiscale o tecnica.
Aggiornato a ottobre 2026